QUARANTINED DUENDE
2020, Barcelona
Mixed Media
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In Catalonia, where I live, the quarantine lasted ten weeks, from the 16th of March to the 25th of May.
Due to the impossibility of leaving the house to collect or buy new materials, I decided to work continuously on the same canvas.
Through collage, assemblage and acrylic painting, the canvas became a scene in constant transformation. The result was an exploration of colorful and visual changes, an inner journey that allowed me to keep track of my mental state during the quarantine.

The action of painting brought me to reflect on the role of creativity in human health, and the possibility of using creative power as a tool to cope with uncertainty and to become more aware.
Through the images painted weekly on top of each other between March and July (from the initial lockdown to 'phase 3'), it is possible to read the layered story of this journey through awareness: by being creative we can rewrite our reality, and start to observe the world from a new point of view.

Duende refers to the word used by the poet Federico Garcia Lorca for defining the intrinsic power of the work of art: its capacity of reflecting the essence of the world. The canvas is perceived in my work as an external space where the fears, the frustrations and the emotions of that period have been “released” and became conscious. This is why my work is a 'Duende of the Quarantine', in which the essence of a 'new world' appears in all its power.

On the canvas I worked on between March and July, today you can only see the final image of this long process. But each time I painted, I took a picture of the result. With these pictures I realized a video and a wall of polaroid-sized photos. They capture the entire process I went through in chronological sequence.




In Catalogna, dove vivo, la quarantena è durata dieci settimane, dal 16 marzo al 25 maggio.
Essendo impossibile uscire di casa per cercare o comprare nuovi materiali, ho deciso di lavorare in modo continativo sulla stessa tela.
Attraverso il collage, l'assemblage e la pittura acrilica, la tela è diventata una scena in costante cambiamento.
Il risultato fu un'esplorazione di colori e trasformazioni visive, un viaggio interiore che mi ha permesso di tenere traccia del mio stato mentale durante la quarantena.

Dipingere mi ha portato a riflettere sul ruolo della creatività per il benessere delle persone, e sulla possibilità di usare il potenziale creativo come strumento per affrontare l'incertezza e diventare più consapevole.
Attraverso le immagini dipinte settimanalmente l'una sull'altra tra marzo e luglio (dal confinamento iniziale alla "fase 3"), è possibile leggere la storia stratificata di questo viaggio di consapevolezza: attraverso la creatività possiamo riscrivere la nostra realtà e osservare il mondo da un nuovo punto di vista.

Duende
si riferisce alla parola usata dal poeta Federico Garcia Lorca per definire il potere intrinseco dell'opera d'arte: la sua capacità di riflettere l'essenza del mondo. La tela è percepita nel mio lavoro come uno spazio esterno dove le paure, le frustrazioni e le emozioni di quel periodo sono state "liberate" e sono diventate coscienti. Per questo il mio lavoro è un Duende della Quarantena, in cui l'essenza di un "nuovo mondo" appare in tutta la sua forza.

Sulla tela su cui ho lavorato tra marzo e luglio, oggi si può vedere solo l'immagine finale di questo lungo processo. Tuttavia, ogni volta che dipingevo, scattavo una foto del risultato.
Con queste immagini ho realizzato un video e collage a parete di foto formato polaroid. Entrambi catturano l'intero processo in sequenza cronologica.